Il borgo di San Marco d'Alunzio sulle colline dei Nebrodi
Il borgo di San Marco d'Alunzio sulle colline dei Nebrodi — foto: Davide Mauro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi si ferma solo sulla costa si perde metà del territorio. Alle spalle di Capo d'Orlando i Nebrodi salgono rapidamente e portano con sé una rete fitta di paesi antichi, arroccati, spesso a poca distanza l'uno dall'altro ma separati da vallate profonde. Sono ventiquattro i comuni che rientrano nel Parco dei Nebrodi, la più vasta area protetta della Sicilia, e visitarne anche solo alcuni cambia completamente l'idea che si ha di questa vacanza.

Naso, il punto di partenza naturale

Naso sta a circa cinquecento metri di quota, in una posizione che guarda il Tirreno e, nelle giornate limpide, l'arcipelago delle Eolie. È un borgo di origine medievale, e il suo cuore devozionale è il tempio dedicato a San Cono, patrono del paese, con la cripta che conserva le reliquie del santo e un museo di arte sacra ricavato negli ambienti sottostanti.

All'estremità del centro abitato, su un'altura circondata da olivi e querce, si trova il convento dei Minori Osservanti con il suo chiostro e la chiesa di Santa Maria del Gesù. È un quattrocentesco molto scenografico, e il panorama che si gode da lassù spiega da solo perché il paese sia nato proprio lì.

San Marco d'Alunzio e le origini antiche

Tra i borghi più noti della zona c'è San Marco d'Alunzio, inserito tra i borghi più belli d'Italia. Sorge su un colle con una vista che spazia dalle Rocche del Crasto fino al mare e alle isole. Le sue origini greche e romane sono ancora visibili nel tempio di Ercole, poi trasformato in chiesa in epoca normanna, e il paese è celebre per la quantità di chiese e palazzi che si incontrano camminando lungo le sue strade lastricate.

Alcara Li Fusi, Longi e le Rocche del Crasto

Salendo verso l'interno si arriva ai piedi delle Rocche del Crasto, imponenti formazioni di calcare dolomitico di età mesozoica che sono state soprannominate le Dolomiti di Sicilia. Attorno a esse si dispongono Alcara Li Fusi, Longi e San Marco d'Alunzio, e la zona è nota per la presenza dell'aquila reale e per il lavoro di reintroduzione dei grifoni.

Non lontano, Frazzanò conserva il monastero di San Filippo di Fragalà, uno degli esempi più importanti di architettura basiliana dell'isola. È un luogo silenzioso e severo, molto diverso dalle chiese barocche a cui si pensa parlando di Sicilia.

Tortorici, Floresta e la montagna vera

Tortorici è il paese della nocciola e della pasta reale, il dolce di mandorla e nocciola che porta il suo nome. Più in alto ancora si trova Floresta, che con i suoi 1.275 metri è il comune più elevato del parco e dell'intera Sicilia: arrivarci significa capire fino in fondo che qui la montagna non è un'espressione di comodo.

Salendo, il paesaggio si trasforma: pascoli aperti, faggete, orizzonti lunghi. È il contrappunto perfetto alla costa che avete lasciato mezz'ora prima.

Come costruire il vostro itinerario

Il criterio più efficace è geografico, non alfabetico. Raggruppate i paesi che stanno sulla stessa direttrice di salita ed evitate di scendere e risalire più volte nella stessa giornata: le vallate sono profonde e ogni discesa costa tempo. Una buona giornata tipo prevede un borgo la mattina, una sosta lunga per il pranzo e un secondo paese nel pomeriggio, con il rientro prima del buio.

Portate scarpe chiuse, perché quasi tutti questi centri si visitano a piedi e in pendenza, e lasciate l'auto negli spazi all'ingresso del paese invece di infilarvi nei vicoli. Infine, tenete presente che nei borghi piccoli gli esercizi commerciali possono chiudere nel primo pomeriggio: organizzate la pausa pranzo con un minimo di anticipo.

Consiglio pratico: gli orari di apertura di chiese, musei e siti minori nei borghi possono variare o dipendere dalla disponibilità dei volontari. Se un luogo specifico è la ragione della vostra gita, informatevi prima presso il Comune o l'ufficio turistico.

Il modo migliore di affrontare questi paesi è non incastrarne troppi nella stessa giornata. Due, al massimo tre, con il tempo di sedersi in piazza e di parlare con qualcuno. I Nebrodi non premiano chi corre: premiano chi sale piano e si ferma dove il panorama lo merita.

Una base in collina per esplorare i Nebrodi

Da Naso i borghi del parco sono tutti a portata di gita giornaliera. Scriveteci per disponibilità e per qualche consiglio sugli itinerari.