Il centro storico di Naso affacciato sul Tirreno, con le Isole Eolie all'orizzonte
Il centro storico di Naso affacciato sul Tirreno, con le Isole Eolie all'orizzonte — foto: Matthias Süßen · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono borghi che si capiscono soltanto salendoci. Naso è uno di questi: sta a circa cinquecento metri di quota, nel primo entroterra dei Monti Nebrodi, e da lassù guarda il Tirreno dall'alto invece che di fianco. Dalle terrazze naturali del paese, nelle giornate limpide, si distinguono i profili delle Isole Eolie verso nord e la sagoma dell'Etna verso sud. Se soggiornate allo Chalet Mirò, in contrada Cresta, siete già dentro questo paesaggio: il centro storico è a pochi minuti e conviene percorrerlo a piedi, con calma, lasciando l'auto ferma per qualche ora.

La Chiesa Madre e il cuore del borgo

Il punto di partenza naturale è Piazza Roma, il salotto di Naso, dove si affaccia la Chiesa Madre dedicata ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo. È qui che il paese si raduna nelle occasioni importanti, ed è da qui che parte la processione patronale. All'interno si conserva la Cappella del Rosario, uno di quegli spazi laterali che nelle chiese siciliane custodiscono spesso il lavoro migliore degli scalpellini locali.

Dalla piazza le stradine scendono e risalgono seguendo il crinale. Non c'è un percorso obbligato: perdersi per venti minuti fra i vicoli è il modo più onesto di visitare Naso, e prima o poi ogni scorciatoia riporta al centro.

Il convento dei Frati Minori e il monumento dei Gagini

La visita più sorprendente è quella al complesso conventuale dei Frati Minori Osservanti. Del nucleo quattrocentesco restano parte delle mura, il portale d'ingresso datato 1475 e un'ala del chiostro. Dentro la chiesa si trova il pezzo forte: il monumento funebre gotico-rinascimentale di Artale Cardona, opera di Domenico Gagini e della sua bottega, realizzata nel 1477.

È un'opera che non ci si aspetta in un paese di montagna, e proprio per questo lascia il segno. Le statuette allegoriche delle Virtù Cardinali che ornavano il monumento non si trovano più in chiesa: tre sono conservate al Museo di Arte Sacra del paese e una è perduta. Conviene quindi vedere prima il monumento e poi passare al museo, così da ricomporre l'insieme: nelle figure la mano della bottega dei Gagini si riconosce nella morbidezza dei panneggi.

La chiesa di San Cono e la cripta

San Cono è nato a Naso ed è il patrono del paese. La chiesa a lui intitolata è un buon esempio di architettura cinquecentesca e custodisce, in una cripta barocca, le spoglie del santo. È un luogo di devozione molto sentito, meta continua di visitatori locali durante tutto l'anno e non solo nei giorni della festa.

Se vi trovate a Naso a fine agosto o nei primi giorni di settembre, il paese cambia volto: strade addobbate, luminarie e un'affluenza che triplica. Ne parliamo in un articolo dedicato, ma tenetelo presente per organizzare gli spostamenti.

Il Teatro Alfieri, la Porta Convento e il museo di Cagnanò

Nel cuore dell'abitato sorge il Teatro Alfieri, edificio neoclassico costruito nel 1873: una sala di dimensioni contenute, che testimonia quanto fosse vivace la vita civile del borgo nell'Ottocento. Poco distante resta in piedi la Porta Convento, l'unica superstite delle cinque porte che si aprivano nella cinta muraria medievale: attraversarla dà ancora l'idea di entrare e uscire da un recinto.

Chi ha tempo può spingersi fino alla frazione di Cagnanò, dove l'ex scuola elementare ospita il Museo Arte e Mestieri, dedicato alla cultura artigiana e contadina locale. È una raccolta piccola e concreta, fatta di attrezzi e gesti quotidiani, che aiuta a capire come si viveva quassù prima del turismo.

Quando andare e come organizzare la giornata

Naso si visita bene tutto l'anno. In estate la quota regala qualche grado in meno rispetto alla costa e le serate restano gradevoli anche a luglio. In primavera e in autunno la luce è migliore per il panorama, e la probabilità di vedere le Eolie stagliate sul mare aumenta parecchio.

Mezza giornata basta per il centro storico; una giornata intera se volete aggiungere Cagnanò e una sosta lunga ai punti panoramici. Le strade del borgo sono strette e in pendenza: scarpe comode e parcheggio all'ingresso del paese sono la scelta più sensata.

Consiglio pratico: molte chiese dei borghi dei Nebrodi non hanno orari di apertura continuativi e possono essere visitabili solo in concomitanza con le funzioni. Prima di salire, conviene chiedere informazioni in paese o rivolgersi agli uffici comunali e alla parrocchia per sapere se e quando è possibile entrare.

Naso non è un borgo da consumare in fretta. È un posto che restituisce molto a chi si siede su una panchina della piazza, guarda il mare da cinquecento metri e lascia passare un'ora. Avendo lo Chalet Mirò a pochi minuti, potete tornarci più volte durante il soggiorno, magari all'ora del tramonto, quando la luce radente accende le facciate e le Eolie diventano sagome scure sull'acqua.

Il borgo a portata di passeggiata

Lo Chalet Mirò si trova in contrada Cresta, a Naso, a pochi minuti dal centro storico. Quarantotto metri quadrati con patio, cucina completa e parcheggio privato riservato, per chi vuole visitare i Nebrodi senza rinunciare al mare.