A pochi chilometri da Capo d'Orlando, salendo verso la collina, si arriva a una villa che non somiglia a nulla di quanto si è visto lungo la costa. Villa Piccolo è la dimora della famiglia Piccolo di Calanovella, oggi casa-museo e parco storico gestiti da una fondazione. È una visita colta, appartata, che richiede un'ora o poco più e che lascia un'impressione lunga: uno di quei posti che si raccontano al ritorno, non si fotografano.
Tre fratelli, tre mondi
La villa fu abitata fino alla morte dai tre fratelli Piccolo di Calanovella: Lucio, poeta; Casimiro, barone di Calanovella, pittore e fotografo; Agata Giovanna, esperta di botanica. Tre vite diverse sotto lo stesso tetto, ciascuna con la propria ossessione, e tre eredità che oggi convivono negli ambienti della casa.
È questa compresenza a rendere la visita interessante. Non si tratta di una dimora storica arredata per il pubblico, ma di una casa reale in cui le cose sono rimaste dove le avevano messe i loro proprietari: libri, quadri, oggetti quotidiani, appunti. Il museo restituisce un modo di vivere più che un elenco di opere.
La casa-museo e le collezioni
Il museo di Villa Piccolo è stato inaugurato nel 1978 ed espone collezioni di ceramiche e di dipinti. La parte più preziosa è però l'insieme documentario: una biblioteca con migliaia di volumi e un archivio storico che conserva stampe e documenti d'epoca.
I dipinti di Casimiro Piccolo occupano un posto particolare. Sono acquerelli di piccolo formato popolati di figure fiabesche, folletti e presenze fantastiche, dipinti da un uomo che a queste immagini attribuiva un valore che andava oltre l'esercizio artistico. Vederli dal vivo, nelle stanze in cui sono nati, cambia il modo in cui li si guarda.
La nascita della fondazione
La fondazione fu voluta nel 1970 da Casimiro Piccolo per via testamentaria, dopo la morte del fratello Lucio avvenuta l'anno precedente, con l'obiettivo di impedire che il patrimonio culturale, librario, naturalistico e artistico della famiglia andasse disperso. L'ente ottenne il riconoscimento con decreto del Presidente della Repubblica nel 1972.
È una storia che vale la pena tenere a mente durante la visita: senza quella volontà esplicita, oggi non ci sarebbe nulla da vedere. Molte dimore siciliane della stessa epoca hanno avuto sorte diversa.
Il parco e il paesaggio attorno
Attorno alla villa si estende un parco, curato nel tempo anche grazie agli interessi botanici di Agata Giovanna. È una parte della visita da non liquidare in fretta: la posizione collinare regala scorci sul Tirreno e sulla costa, e l'ombra degli alberi rende l'ambiente piacevole anche nelle giornate calde.
Il contrasto con la spiaggia che avete lasciato mezz'ora prima è totale. Per questo Villa Piccolo funziona bene come programma di mezza giornata quando il mare è mosso, oppure come tappa culturale in un soggiorno altrimenti dedicato al litorale.
Come inserirla nel vostro soggiorno
La villa si raggiunge in pochi minuti d'auto da Capo d'Orlando e in poco più da Naso. La strada è collinare e in alcuni tratti stretta: guidate con prudenza e non fidatevi ciecamente della prima indicazione del navigatore.
Il consiglio è di abbinarla a una passeggiata sul promontorio di Capo d'Orlando o a una visita al centro storico di Naso, componendo una giornata dedicata al patrimonio culturale invece che alla spiaggia. È anche una buona idea per chi viaggia fuori stagione, quando le giornate al mare non sono sempre possibili.
Villa Piccolo è un luogo per chi accetta di rallentare. Non ci sono percorsi spettacolari né grandi numeri: c'è una casa in cui tre persone hanno costruito, ognuna a modo suo, un piccolo mondo autosufficiente sopra il mare. Uscendo, la costa che si vede dal parco sembra improvvisamente meno ovvia.
Cultura a pochi minuti dal mare
Sia Casa Mirò, a Capo d'Orlando, sia lo Chalet Mirò, a Naso, permettono di raggiungere facilmente le mete culturali della zona. Wi-Fi, TV e biancheria inclusa in entrambe le unità.