Se capitate a Naso a cavallo fra la fine di agosto e l'inizio di settembre, non troverete il borgo tranquillo descritto nelle guide. Troverete strade addobbate, luminarie accese fino a tardi, piazze piene e un paese che raddoppia i suoi abitanti. È la festa di San Cono, il patrono, e per chi vive qui è l'appuntamento che scandisce l'anno più di qualsiasi altro.
Chi era San Cono
Cono nacque a Naso e visse come monaco basiliano. La tradizione racconta che rifiutò il sacerdozio per scegliere una vita di solitudine e preghiera, ritirandosi in una grotta sulla Rocca d'Almo, uno sperone roccioso che domina la valle sottostante. Morì in età molto avanzata, un venerdì santo, ed è il patrono del paese.
Le sue spoglie sono custodite in una cripta barocca all'interno della chiesa a lui dedicata, un edificio cinquecentesco che si trova nel centro del borgo. La devozione non si esaurisce nei giorni della festa: la chiesa resta un punto di riferimento per i nasitani durante tutto l'anno.
Il pellegrinaggio alla Rocca d'Almo
Le celebrazioni cominciano prima della festa vera e propria, negli ultimi giorni di agosto, con il pellegrinaggio tradizionale alla Rocca d'Almo, il luogo dell'eremitaggio. È un cammino di devozione più che un'escursione, ma il paesaggio che si attraversa, fra i primi rilievi dei Nebrodi, ha comunque un suo peso.
Chi partecipa parte presto, quando l'aria è ancora fresca. Se volete unirvi, informatevi in paese sui punti e sugli orari di ritrovo: sono dettagli che cambiano di anno in anno e che vengono comunicati localmente.
La processione e i giorni della festa
Il cuore delle celebrazioni si concentra negli ultimi giorni di agosto e nella giornata del primo settembre. Al mattino si celebra la messa solenne nella Chiesa Madre, in Piazza Roma; a seguire prende avvio la processione della vara con il busto e le reliquie del santo, che attraversa le vie del centro storico e raggiunge il quartiere della Bazìa.
Lungo il percorso il paese si mostra al suo meglio: le strade vengono addobbate con archi, piramidi di edera e luminarie colorate, e in Piazza Roma è tradizione la sosta per l'offerta dei voti. Il busto conclude il tragitto nella chiesa della Madonna della Catena, nel quartiere della Bazìa, e non rientra subito.
L'ottava, il finale che pochi conoscono
Questo è il dettaglio che distingue la festa di Naso da molte altre. Il busto del santo torna alla Chiesa Madre solo dopo una settimana, durante le celebrazioni dell'ottava. Significa che la festa non finisce con il primo settembre: si prolunga, e chi si ferma qualche giorno in più ha la possibilità di assistere anche al rientro, che ha un carattere più intimo e locale rispetto alla processione principale.
Se il vostro soggiorno copre entrambi i momenti, vale la pena viverli tutti e due: sono due facce diverse dello stesso rito.
Come viverla da ospiti
Qualche accortezza pratica. Nei giorni della festa il centro storico è chiuso al traffico per lunghe fasce orarie e i parcheggi si riempiono presto: conviene arrivare in anticipo e mettere in conto una camminata a piedi. Se alloggiate allo Chalet Mirò, in contrada Cresta, siete già a pochi minuti dal paese e potete evitare del tutto il problema.
Il consiglio più importante riguarda l'atteggiamento. La processione è un momento religioso profondamente sentito, non uno spettacolo folkloristico allestito per i visitatori. Si sta ai margini, si evita di sovrapporsi al corteo e si fotografa con discrezione. Fatto così, è un privilegio: si assiste a qualcosa che il paese fa per sé.
C'è un motivo per cui tanti nasitani emigrati tornano in paese proprio in questi giorni. La festa di San Cono non è un evento aggiunto al calendario turistico: è il momento in cui Naso si riconosce. Assistervi da ospiti, con rispetto, è il modo più diretto per capire che tipo di posto sia questo borgo per il resto dell'anno.
Nel borgo, nei giorni della festa
Lo Chalet Mirò si trova in contrada Cresta, a Naso, a pochi minuti dal centro storico e dai luoghi della festa. Quarantotto metri quadrati, fino a quattro ospiti, con patio e parcheggio privato riservato.